Il Secchio Pieno e il Secchio Vuoto

15.08.2018

IL CAVALIERE DEL SECCHIO DI KAFKA


Nel racconto autobiografico, il nostro autore, descrive il rigido inverno austriaco in relazione alla guerra nel 1917.

La ricerca spasmodica del minerale nero, porta il nostro protagonista ad esplorare dei territori sconosciuti, utili per l'acquisizione di questo alimento pregiato, commestibile solo alle stufe delle case.

Lo strano personaggio Kafkiano si avventura verso la bottega del carbonaio, con l'aiuto di un secchio volante. Giunto in prossimità del negozio chiede il riempimento del suo recipiente speciale, ultraleggero. Questo intento viene impedito sia dalla precarietà di equilibrio insita nell'oggetto alato che nella leggerezza trasmessa al corpo dell'uomo. L'ingenerosa moglie del venditore di carbone non concede nulla al richiedente.  

Sarebbe stato sufficiente, anche pochissimo carbone, per una maggiore stabilità.

Il protagonista di Kafka vola, vola, vola, ancora più in alto, ancora più su, sopra gli egoismi. Quel segno di privazione diventa un trampolino di lancio verso un profondo desiderio di ricerca. Quel segno di privazione si trasforma in leggerezza e permette di volare nel regno in cui ogni mancanza sarà magicamente risarcita.

La leggerezza di un secchio vuoto, imperfetta perfezione.

La pesantezza di un secchio pieno, perfetta imperfezione.

E se il tuo secchio fosse leggero, volante ed alato? 

E se tu pensassi di riempirlo? 

     

grazie per l'ascolto da C. Colapisci 

Sotto l'audio del post: